Costruzione in appoggio al muro di cinta del confinante



 

Piero da Lecce:

 

Salve, mi chiamo P. G. e vi scrivo dal comune di S., in provincia di Lecce. Vorrei chiederVi cortesemente di esaminare quanto sotto riportato: Mia moglie ha ereditato (in donazione) nel 1997, la casa paterna, casa costruita nei primi del 1900 dai nonni paterni. Questa casa è compresa tra due strade parallele: su una strada s'affaccia la casa, al centro c'è un orto con muri di cinta laterali alti circa due metri e sull'altra strada si affacciano due garages, costruiti e terminati entro il 31/12/1966. Tra il 1991 ed il 1993, il confinante (a destra, in rosso) ha costruito una civile abitazione su due piani, utilizzando il muro del nostro “Garage 2” e, in parte, elevandosi sul nostro muro di cinta. Non vi è assolutamente alcun documento che attesti l’esistenza di autorizzazioni e/o accordi stabiliti tra mio suocero e il confinante. Mio suocero è mancato nel 1998. Il confinante è venuto a mancare nel 2008, lasciando in eredità tale abitazione alla figlia. Oggi, nel 2009, sul nostro “Garage 2”, è in costruzione una civile abitazione al 1° piano. La erede dell’abitazione confinante (a destra, in rosso) ci chiede che le venga pagato un corrispettivo per la porzione di muro della sua abitazione al 1° piano sulla quale abbiamo “poggiato” noi con la nuova costruzione sul “Garage 2”, e, allo stesso tempo, si rifiuta di riconoscere a noi il pagamento della porzione di muro che suo padre ha usato arbitrariamente per costruire la sua attuale casa (a destra, in rosso), asserendo che sono scaduti i termini per avanzare qualsiasi pretesa. Secondo l’art. 881 del Codice Civile, sui muri di cinta vi sono segni che attestano inequivocabilmente la presunzione di (nostra) proprietà esclusiva del muro: sporti che risultano costruiti col muro stesso. Premesso tutto ciò, gradiremmo sapere:

 

1) Chi è tenuto a pagare, e che cosa.

2) Se il confinante ha diritto a chiederci l’espianto dell’albero preesistente all’anno 1991, per presunti fenomeni di umidità sul muro, dal lato della sua abitazione.

Ci riserviamo infine di inviarvi eventuale documentazione a supporto, qualora risulti essere necessario. Cordiali saluti

 

RISPOSTA

La tua fattispecie è regolata dagli articoli del codice civile dal 873 al 907, in materia di proprietà edilizia.
Procediamo con ordine:

il tuo vicino ha ragione, riguardo la prescrizione del tuo diritto a chiedere l'indennità d'innesto, relativa alle opere edilizie, poste in essere tra il 1991 e il 1993, a cui fai riferimento nella tua mail.
Al suddetto diritto, si applica il termine di prescrizione ordinaria decennale, previsto dall'articolo 2946, I comma, del codice civile.
Non sei più nei termini per agire giudizialmente.

Riguardo la civile abitazione che siete in procinto di costruire al primo piano, sul garage 2, occorre distinguere due diverse situazioni.
Se la costruzione è appoggiata esclusivamente, sulle mura di cinta di cui siete proprietari, ai sensi della presunzione prevista dall'articolo 881 del codice civile, non siete tenuti a versare nulla al vostro vicino.
L'articolo 881 del codice civile si applica al tuo caso; tale norma prevede che "il muro divisorio appartenga al proprietario del fondo verso il quale esiste il piovente e in ragione del piovente medesimo".
Se la vostra abitazione è posta in essere anche in appoggio al muro di esclusiva proprietà del vicino (quindi oltre le mura di cinta di vostra proprietà), siete tenuti al versamento dell'indennità per l'innesto,prevista dall'articolo 876 del codice civile, che sarà quantificata in ragione dello spazio occupato e del relativo valore di mercato, dall'autorità giudiziaria.

Per quanto riguarda l'albero, il vicino può esigere che sia estirpato, ai sensi dell'articolo 894, esclusivamente se lo stesso non rispetta le distanze previste dall'articolo 892. Non ha alcuna rilevanza giuridica, la circostanza per cui l'albero sia preesistente alla costruzione del bene immobile, avvenuta nel 1991.

Art.892 - Distanze per gli alberi - Chi vuole piantare alberi presso il confine deve osservare le distanze stabilite dai regolamenti e, in mancanza, dagli usi locali. Se gli uni e gli altri non dispongono, devono essere osservate le seguenti distanze dal confine:
1) tre metri per gli alberi di alto fusto. Rispetto alle distanze, si considerano alberi di alto fusto quelli il cui fusto, semplice o diviso in rami, sorge ad altezza notevole, come sono i noci, i castagni, le querce, i pini, i cipressi, gli olmi, i pioppi, i platani, e simili; 2) un metro e mezzo per gli alberi di non alto fusto. Sono reputati tali quelli il cui fusto, sorto ad altezza non superiore ai tre metri, si diffonde in rami;
3) mezzo metro per le viti, gli arbusti, le siepi vive, le piante da frutto di altezza non maggiore di due metri e mezzo. La distanza deve essere però di un metro, qualora le siepi siano di ontano, di castagno o di altre piante simili che si recidono periodicamente vicino al ceppo, e di due metri per le siepi di robinie.
La distanza si misura dalla linea del confine alla base esterna del tronco dell'albero nel tempo della piantagione o dalla linea stessa al luogo dove fu fatta la semina. Le distanze anzidette non si devono osservare se sul confine esiste un muro divisorio proprio o comune, purchè le piante siano tenute ad altezza che non ecceda la sommità del muro.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

 

 

 

 

 

 

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