2 Consulenze:

1 - Eredità - Successione dell'intestatario del conto corrente e di titoli obbligazionari/ rappresentativi del capitale.





Mia Madre e deceduta il 20/08/2010 e insieme a mia sorella (unici eredi) siamo ad oggi ancora in ballo con la banca, in ballo per la chiusura del conto corrente e le obbligazioni della banca medesima.
L'ultimo colloquio avuto il vice direttore ci ha comunicato che per avere la sucessione delle obbligazioni dobbiamo aprire un conto corrente e di titoli azioni  causa del capital gain, dopo di che decidere di venderle per avere dei liquidi logicamente pagando tutte le spese e perdendo dei valori visto che la quotazione ad oggi è inferiore MI sono informato e mi è stato detto che riguardo questo esiste una legge che obbliga la società investitrice una volta comunicato il decesso del titolare di tali obbligazioni o azioni di vendere in tempi brevi per poter rendere liquido tali azioni e versarli sul conto corrente dell proprietario in attesa di liquidazione ai successivi eredi.
Potete indicarmi se la banca mi ha proposto una cosa giusta e non truffatoria e se si sta comportando in regola
Grazie



RISPOSTA



Dobbiamo opportunamente distinguere tra la successione dell'intestatario del conto corrente e la successione dell'intestatario di titoli obbligazionari o di titoli rappresentativi del capitale.

In caso di decesso dell’intestatario del conto corrente, gli eredi hanno il dovere di comunicare alla banca l’avvenuta morte, tramite un certificato di morte, ed il diritto di conoscere la presenza di ulteriori investimenti, presso l'istituto di credito, da parte del “de cuius”. Gli eredi hanno, inoltre, l’obbligo di riconsegnare alla banca gli assegni non utilizzati, bancomat, carta di credito, ossia quanto è di proprietà della banca.
Gli eredi diventano proprietari del denaro presente sul conto corrente del deceduto, soltanto dopo aver concluso tutta la pratica di successione, presso l'agenzia delle entrate, ottenendo la certificazione relativa: una copia dovrà essere esibita alla banca.

Per quanto riguarda invece la successone ereditari dei titoli (obbligazioni ed azioni), colui che è chiamato all'eredità non eredita il valore del titolo, in denaro, al momento del decesso dell'intestatario; a trasferirsi, è l'intera titolarità del titolo medesimo, che sarà riscosso alla scadenza pattuita con il deceduto, al momento dell'investimento.

L'erede subentra nella stessa posizione del deceduto; il deceduto possedeva obbligazioni con scadenza 2012 … l'erede diventa possessore di obbligazioni che scadranno nel 2012.

Ecco il motivo della richiesta del vice direttore di banca, relativa all'apertura del conto corrente, da parte degli eredi.
Gli eredi ovviamente, possono decidere di vendere i titoli (anche prima della scadenza), dopo essere entrati nella titolarità degli stessi, con la conclusione della pratica di successione, presso l'agenzia delle entrate.

Una legge come quella citata nella tua mail, non potrebbe esistere, per un motivo molto semplice: la banca non può gestire un'eredità vacante, decidendo di vendere titoli che non sono di sua proprietà, senza essere stata espressamente delegata a farlo dagli eredi.
… e se la quotazione dei titoli, dopo la morte del titolare, aumentasse in maniera esponenziale ??? Gli eredi sarebbero danneggiati da questa cessione di titoli, posta in essere dalla banca, senza alcuna delega/autorizzazione da parte degli interessati.
Vi invito a controllare infine il contratto bancario, stipulato dalla madre, al momento dell'investimento. Forse è riportata nel contratto, la clausola per cui alla morte dell'investitore, la banca deve procedere alla cessione dei titoli ???!!! La legge non lo prevede, quindi se nemmeno il singolo contratto fa riferimento alla suddetta prassi, le richieste della banca sono assolutamente legittime.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.



2 - Successione conto corrente quota di denaro indicata dichiarazione di successione.





Salve,nel 2012 è venuto a mancare mio padre, sposato (dal 1971) con mia madre in regime di comunione dei beni. Gli eredi sono: - coniuge (aperto dopo il matrimonio) intestato solo a mio padre, dove gli veniva canalizzato lo stipendio (unico sostentamento della famiglia) e con cui ha fatto fronte alle spese familiari, vi è un credito residuo. Ovviamente tale bene è stato annotato nella dichiarazione di successione con la quota di possesso di mio padre, cioè il 50%.
Io e mia madre pensiamo che bisogna dividere in tre parti uguali solo la quota prevista nella successione, perché l'altro 50% dovrebbe essere già di proprietà di mia madre. Mia sorella invece sostiene che si deve dividere l'intera somma del conto corrente in parti uguali. Vorrei sapere con quali quote deve essere suddiviso tale credito residuo.



RISPOSTA



Hai ragione tu, non tua sorella … e ti faccio i complimenti perché se mi hai scritto questo, sei al corrente di un concetto giuridico particolarmente complicato come la comunione legale dei beni DE RESIDUO.

Dobbiamo fare riferimento all'articolo 177 I comma lettera D del codice civile.

Art. 177 del codice civile. Oggetto della comunione.

Costituiscono oggetto della comunione:
a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;
d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.
Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

Entrano a far parte della comunione de residuo, al momento della morte del coniuge, “i proventi dell'attività separata se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati”.

Tanto premesso, il denaro accreditato sul conto corrente, deriva dallo stipendio di tuo padre.
La somma residua accreditata sul conto corrente, al momento della morte di tuo padre, è entrata a far parte della comunione de residuo, ai sensi della norma suddetta. Il 50% di tale somma appartiene a tua madre, ai sensi dell'articolo 177 I comma lettera del codice civile.
Il restante 50% deve essere suddiviso, ai sensi dell'articolo 581 del codice civile, ossia in tre quote uguali da attribuire ai tre coeredi.

Art. 581 del codice civile. Concorso del coniuge con i figli.

Quando con il coniuge concorrono figli legittimi o figli naturali, o figli legittimi e naturali, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

Paga la tua consulenza

Inserisci il Costo

Easy Joomla Paypal Payment / Donations Module

Cerca Consulenza legale